la figura e lo sfondo
Abbiamo costantemente bisogno di coniugare la nitidezza del dettaglio con l’inafferrabilità del ricordo, la scansione misurata di tempo e spazio con orizzonti di inarrivabile lontananza.
Perché l’occhio non disimpari a guardare altrove...
 
abitare poeticamente...
"I mortali abitano allorché salvano la terra (...). Salvare non è soltanto il sottrarre ad un pericolo, ma propriamente il liberare una cosa, lasciarla venire al suo proprio essere. Chi salva la terra non se ne rende padrone, non ne fa una sua schiava (...). I mortali abitano allorché accolgono il cielo come cielo. Al sole e alla luna essi lasciano il loro corso, agli astri il loro cammino, alle stagioni le loro benedizioni e i loro rigori; non fanno della notte giorno e del giorno una corsa affannosa."
Martin Heidegger, da "Costruire, abitare, pensare"

 
alchimia sensoriale
la riva del mare: una soglia mutevole dove vento, mare, sabbia condensano i tre stati della materia declinati secondo la più instabile delle forme: pura alchimia sensoriale!
 
sull'incorporeità
L’architettura, come del resto il nostro universo di oggetti quotidiani, strumenti di lavoro, mezzi di connessione al mondo sta subendo un processo di smaterializzazione.
Al progressivo ridursi della sua "massa corporea", corrisponde uno slittamento verso l’utilizzo di energia, necessaria a gestire sia i processi di funzionamento – in alcuni casi veri e propri cambiamenti di stato della materia - che le sue forme di interazione.
Tale evoluzione, a tratti disorientante, sposta la nostra ricerca dal piano del valore intrinseco dell’oggetto (fattura, materiali, lavorazione, forma) a quello più immateriale del suo utilizzo, della sua esistenza in termini prestazionali e semantici.
Ma, allo stesso tempo, consente all'oggetto stesso di liberare la propria forma dai vincoli interni di funzionamento e concentrarla sui contenuti di interazione con l'esterno (spaziale, emotiva, tattile, ecc.) rendendolo, quindi, più sensibile ad un approccio emotivo dell'utente.
L' incorporeità è anche nel destino, ovviamente anticipatore, dell'arte contemporanea: che ha già dovuto fare i conti con interrogativi sul tempo e sulla permanenza di valore e di senso dell'opera installativa o della "action" rispetto alla concretezza opera d'arte oggettuale.

 
la pozza d’acqua

E una pozza d’acqua non più profonda di un dito,
che si trova in mezzo alle pietre nel lastrico delle strade,
offre vista sotterra così profondamente,
quanto s’apre da terra il profondo abisso del cielo:
così che ti sembra di guardare, giù, le nubi e vedere lì il cielo,
corpi in modo stupefacente rimossi dal cielo, qui in terra.

Tito Lucrezio Caro – I sec. a.C.
De rerum natura, Libro quarto, Sensazione e pensiero, La Pozza d’Acqua, vv.414-419

Mutare l’idea in spazio e lo spazio in pensiero;
fare del cielo materia
e della materia un nuovo cielo.

E. R. - 2007. Riflessione su "La pozza d'acqua" per Meer / Mensch / Wunsch di R. Huebner


 
natura e tecnologia
la tecnologia più avanzata è anche quella meno invasiva: più si perfeziona, più l’artificio si avvicina alla natura

E. R. - 2004

 
una riflessione
...se Augusto si vantava di aver trovato una Roma di mattoni e di averla lasciata di marmo, il sogno di noi architetti, oggi, è quello di recuperare nei luoghi - in tutti i luoghi - la misura umana. Affrancandoli – ed affrancandoci – dalla sudditanza ai dettami della tecnica anzi, utilizzandola per migliorare la qualità della nostra vita. Questo è, in sintesi, il passaggio che stiamo vivendo: da una tecnica dura, contrapposta ai nostri istinti e desideri, a una tecnica dolce, capace invece di assecondarli.

E. R. - 2002