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Enrico Realacci Architectures è nato a Roma nel 1999. Dal 2019 la sua attività si è estesa anche al sud della Francia, con importanti progetti pubblici e privati. Lo studio è attivo nella creazione e trasformazione di spazi culturali, espositivi, ambienti di lavoro, luoghi dell’abitare. Con particolare attenzione al restauro, alla riqualificazione e al riuso del patrimonio esistente.
È una struttura creativa altamente specializzata, che grazie alla sua rete di collaboratori è in grado di gestire progetti complessi con passione e professionalità, integrando tutte le competenze necessarie: pianificazione degli spazi, progettazione architettonica, strutturale e impiantistica, direzione dei lavori, illuminotecnica, acustica, climatizzazione attiva e passiva, integrazione domotica, energy management, progettazione multimediale, design di arredi e apparati complessi. L’intero processo progettuale viene gestito attraverso una completa integrazione multidisciplinare: una volta focalizzate le linee-guida, tutti gli attori lavorano in gruppo ponendo sul tavolo le loro specifiche competenze; il progetto si sviluppa, così, in maniera del tutto naturale ed armonica, come un organismo che va via via perfezionandosi e specializzandosi avendo già, in embrione, struttura, organi vitali, muscoli, pelle. |
Tre i punti-cardine che caratterizzano la filosofia progettuale dello studio:
Una ricerca tesa a captare essenza ed assenza, ciò che il luogo offre in termini di identità, memoria, carattere, e ciò che invece manca per affrontare la sua “seconda vita”. Ricerca di senso, innanzitutto, perché i temi progettuali siano posti in termini di domanda prima ancora che di risposta. La costruzione, attraverso il progetto, di un sistema di relazioni in equilibrio variabile, sensibile ad un approccio soggettivo/emotivo dell’utente, disponibile all’interazione ed al mutamento. Una tensione costante verso l’innovazione, poiché siamo da tempo convinti che la tecnologia più evoluta sia anche quella meno invasiva: più si perfeziona, più l’artificio si avvicina alla natura. La sfida dei prossimi decenni sarà incentrata sui temi della sostenibilità: minor consumo di suolo, di materia, di energia; restituire bellezza e qualità al patrimonio edilizio esistente, agli edifici storici dismessi, ai non-luoghi. Un grande lavoro di rigenerazione non solo del territorio ma anche della nostra storia, che ci permetterà di ridare valore e specificità ai contesti, siano essi urbani, industriali, rurali. E questa è, da sempre, anche la nostra sfida. |